Per la prima volta dopo 9 anni consecutivi di crescita, per il settore delle costruzioni si è aperta una fase di difficoltà. Fase iniziata nel secondo semestre del 2008 e che, secondo le stime ANCE, tenderà a peggiorare nel corso del 2009. E’ questo scenario che ha delineato il Presidente Paolo Buzzetti presentando alla stampa, assieme al Vice-Direttore Antonio Gennari, l’Osservatorio congiunturale Ance di Ottobre.
La gravità della crisi, ha detto Buzzetti, può essere concretamente controllata e ridotta attraverso una serie di misure mirate a mantenere acceso il motore dell’edilizia, motore che tante volte ha dimostrato la sua capacità di trainare crescita e occupazione anche in periodi di pesante criticità congiunturale del Paese. Non fermare ma anzi ridare slancio al settore, avrebbe non solo una fondamentale funzione antirecessiva, ma rappresenterebbe anche una risposta ai fabbisogni delle famiglie e della economia italiana : in primo luogo casa e infrastruture. In Italia non c’è stata e non vi sarà alcuna “bolla immobiliare”. A differenza di altri paesi (Spagna ed Irlanda) in Italia gli investimenti nelle abitazioni non hanno superato la domanda reale di abitazioni. In Spagna sono stati prodotti 2,8 milioni di nuovi alloggi a fronte di un fabbisogno di soli 1,7 milioni di alloggi nel periodo 2004/07 . In Italia ciò non è avvenuto : sono stati prodotti in tre anni 1,2 milioni di alloggi a fronte della richiesta di 1,5 milioni di case. Il fabbisogno abitativo, afferma il Presidente Buzzetti, è ancora lontano dall’essere soddisfatto, non solo sul fronte della proprietà, ma anche da quello dell’affitto. In Italia solo il 18,8% di case sono date in affitto sul totale delle abitazioni presenti. Il resto sono in proprietà. Un divario, rispetto agli altri paesi europei quali Francia e Germani che si fa ancora più evidente se si tratta di abitazioni sociali.
E’ chiaro che in un quadro del genere il Piano Casa varato dal Governo assume un importanza fondamentale. Il settore delle costrzuioni è pronto a fare la sua parte, dice Buzzetti, , impegnandosi a far sì che il Piano Casa risponda alle esigenze abitative delle fasce meno abbienti, da un alto limitando il comnsumo di territorio, con il ricorso ad interventi di sostituzione e di utilizzo di aree dismesse nei centri urbani, e dall’altro coniugando alla realizzazione di nuove abitazioni, anche interventi di riqualificazione urbana e di adeguamento infrastrutturale.
Il Presidente Buzzetti ha poi sottolineato la proposta di sottrarre dai vincoli del PATTO DI STABILITA’ la spesa per le infrastrutture.Ciò consentirebbe di far fronte ai continui e preoccupanti blocchi dei pagamenti alle imprese di costruzioni.
E’ necessario inoltre che lo Stato preveda garanzie per i finanziamenti alle imprese, specie quelle piccole e medie, che rischiamo di pagare il maggior prezzo della stretta creditizia attuata dalle banche.
Ma altrettanto rilevante è la necessità di varare importanti misure fiscali che darebbero nuovo ossigeno al settore : determinanti in particolare incentivi fiscali per gli immobili destinati all’affitto e il ripristino dell’Iva sull’invenduto oltre i quattro anni già previsti.
ANCE
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